CRIF e banche dati

Quanto tempo si resta in CRIF? I tempi ufficiali, dato per dato

Dai ritardi regolarizzati ai debiti mai pagati: ecco per quanto restano i dati, secondo le regole approvate dal Garante Privacy.

Daniele Pozzi, CEO e Fondatore di Soluzione Meno Debiti
Daniele PozziCEO e Fondatore di Soluzione Meno Debiti · 24 ottobre 2026 · 8 min di lettura
In breve

Quanto tempo si resta in CRIF dipende dal tipo di dato. Secondo il Codice di condotta dei sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy, i ritardi fino a 2 rate poi regolarizzati restano 12 mesi dalla regolarizzazione, quelli oltre 2 rate restano 24 mesi, e i debiti mai regolarizzati fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto (al massimo 60). Una segnalazione corretta non si può cancellare prima di questi tempi: si possono correggere solo i dati sbagliati, non aggiornati o registrati senza rispettare le regole.

Perché la domanda giusta è «quale dato» e non solo «quanto tempo»

Molte persone mi chiedono: «Quanto tempo resto in CRIF?». La risposta onesta è: dipende da cosa c’è scritto su di te. Non esiste un unico tempo valido per tutti.

La CRIF, insieme a CTC ed Experian, è una delle banche dati del credito (si chiamano anche SIC, sistemi di informazioni creditizie). Raccolgono la tua storia di pagamenti: le richieste di prestito, le rate pagate puntuali, i ritardi, i debiti rimasti aperti. Banche e finanziarie le consultano quando chiedi un nuovo finanziamento.

Ogni tipo di informazione ha un suo tempo di conservazione. Questi tempi li stabilisce il Codice di condotta per i sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy (nell’Allegato 2). Vediamoli uno per uno.

I tempi ufficiali: per quanto restano i dati in CRIF

Tipo di datoPer quanto tempo resta
Richiesta di finanziamento in corsoFino a 180 giorni dalla richiesta
Richiesta rifiutata o a cui hai rinunciatoFino a 90 giorni dall’esito
Ritardi fino a 2 rate, poi regolarizzati12 mesi dalla regolarizzazione
Ritardi oltre 2 rate, poi regolarizzati24 mesi dalla regolarizzazione
Debiti mai regolarizzatiFino a 36 mesi dalla scadenza del contratto (al massimo 60)
Finanziamenti pagati regolarmente (dati positivi)Fino a 60 mesi dalla chiusura
💡 Consiglio
Guarda bene da quando parte il conto. Per i ritardi regolarizzati, i 12 o 24 mesi partono dalla regolarizzazione (cioè da quando hai sistemato la posizione), non dal primo ritardo. E valgono solo se nel frattempo non ci sono altri ritardi.

Cosa vuol dire «regolarizzare» la posizione

Regolarizzare significa mettere in ordine il debito: pagare quanto dovuto oppure chiudere la posizione con un accordo con il creditore. Per il Codice di condotta, anche una transazione o un accordo fuori dal tribunale vale come regolarizzazione.

Questo ha una conseguenza pratica importante. Se hai un debito non pagato, i dati possono restare fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto. Se invece la posizione viene regolarizzata, da quel momento partono i tempi più brevi: 12 mesi se i ritardi erano fino a 2 rate, 24 mesi se erano di più.

Attenzione però: un accordo, da solo, non cancella una segnalazione corretta. Nemmeno un saldo e stralcio (la chiusura del debito pagando una parte concordata con il creditore) ti toglie in automatico dalla CRIF. Cambia la situazione del dato, che deve risultare regolarizzato, e quindi cambia il tempo per cui resta.

Lo stesso vale per un piano di rientro: se lo rispetti, la tua posizione deve risultare regolarizzata. Ma capita che la banca o la finanziaria non aggiorni i dati: la segnalazione resta come se non avessi mai pagato, ed è un errore da far correggere.

E la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia?

La Centrale dei Rischi è un archivio diverso dalla CRIF: è gestito dalla Banca d’Italia e raccoglie le informazioni che banche e finanziarie comunicano sui loro clienti. Secondo quanto riportato nella nostra pagina dedicata, banche e finanziarie vedono la storia degli ultimi 36 mesi.

Anche qui capita di trovare segnalazioni che non dovrebbero esserci. Ricorda che una segnalazione «a sofferenza» non nasce da un semplice ritardo: serve uno stato di insolvenza, cioè una difficoltà economica grave valutata sulla tua situazione complessiva.

⚠️ Attenzione

Una segnalazione corretta non si cancella prima del tempo

Se i dati sono giusti e i tempi non sono ancora passati, nessuno può toglierli prima: né pagando il debito, né perché ti serve un nuovo prestito, né pagando qualcuno. Diffida di chi ti chiede soldi per «cancellarti dalla CRIF»: lo ricorda anche la stessa CRIF. Le segnalazioni sono gestite in modo autonomo da banche e banche dati, quindi nessuno può garantirne la cancellazione.

Quando la banca sbaglia: le segnalazioni da contestare

Le regole ci sono, ma capita spesso che non vengano rispettate: un avviso mai spedito, un dato non aggiornato, un importo sbagliato. Chi è segnalato di solito non se ne accorge, perché non sa cosa guardare. Questi sono i segnali che devono farti sospettare un errore:

  • Manca il preavviso: prima di registrare il primo ritardo, la banca o la finanziaria deve avvisarti, e il dato può diventare visibile solo dopo almeno 15 giorni dall’invio dell’avviso. Se l’avviso non è mai arrivato, o non si può dimostrare che sia stato inviato, è un motivo concreto per contestare.
  • Il debito è stato venduto: chi compra il credito (il cessionario) deve rispettare le stesse regole. Va verificato che la cessione sia regolare e che lo stesso debito non risulti segnalato due volte.
  • Hai regolarizzato ma il dato non è aggiornato: se hai rispettato un accordo o un piano di rientro, la posizione deve risultare regolarizzata.
  • I dati sono sbagliati, vecchi o non tuoi: importi o date errati, un debito già pagato che risulta aperto, dati conservati oltre i tempi previsti, oppure un prestito chiesto da altri a tuo nome (frode creditizia).
  • Risulti «a sofferenza» senza una vera valutazione di insolvenza sulla tua situazione complessiva.
💡 Da sapere
Capire se nel tuo caso c’è un errore non è semplice: servono i documenti, letti da chi sa dove guardare. Te lo diciamo nella prima analisi gratuita, senza impegno: chiama lo 0742 714151.

Errori da evitare se sei segnalato

  • Pagare qualcuno che promette di cancellarti dalla CRIF: i dati corretti non si tolgono a pagamento.
  • Dare per scontato che, dopo un accordo, i dati spariscano da soli: fallo controllare, perché capita che restino segnati come non pagati.
  • Lasciare scadere altre rate: i tempi più brevi per i ritardi regolarizzati valgono solo se nel frattempo non ci sono altri ritardi.
  • Chiedere un prestito dopo l’altro sperando che uno vada a buon fine: anche le richieste restano registrate per un periodo (fino a 180 giorni se in corso, fino a 90 giorni se rifiutate o rinunciate).
  • Contestare da solo, «alla cieca»: prima bisogna sapere esattamente cosa c’è scritto e se c’è davvero un errore.

Come possiamo aiutarti, con i piedi per terra

1

Visure complete

👉 Quando non sai cosa c’è scritto su di te o ti hanno rifiutato un finanziamento

Recuperiamo e analizziamo le informazioni presenti in CRIF, CTC, Experian, Centrale dei Rischi e CAI della Banca d’Italia, secondo le verifiche utili al tuo caso. Ricevi una relazione scritta entro 40 giorni lavorativi dalla consegna delle deleghe. Il costo è una quota fissa scritta nel contratto. Limite: la visura ti dice cosa c’è, non cambia da sola i dati.

Scopri il servizio sulle segnalazioni CRIF
2

Istanze di rettifica

👉 Quando dalle visure emergono dati sbagliati, non aggiornati o segnalazioni irregolari

Prima una verifica a quota fissa con un parere scritto: se non ci sono motivi concreti, ci fermiamo e te lo diciamo. Se ci sono, prepariamo le richieste di correzione e, se serve, ti assistiamo nel ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Il compenso di questa fase è dovuto solo se l’esito è positivo. Limite: la decisione finale spetta a banche, banche dati o all’Arbitro, non a noi.

Scopri come funziona la rettifica
3

Rimettere in ordine i debiti

👉 Quando la segnalazione nasce da debiti ancora aperti

Regolarizzare la posizione, per esempio con un saldo e stralcio o un piano di rientro, fa partire i tempi più brevi previsti dal Codice di condotta. Limite: il creditore può dire di no, e la segnalazione corretta resta comunque per i tempi previsti. Il nostro compenso è un preventivo scritto nel contratto, a rate mensili senza interessi.

Scopri quanto costa e come funziona

Vuoi capire cosa c’è scritto su di te?

Nella prima analisi gratuita, di circa 15-20 minuti, ci racconti la tua situazione e ti diciamo se ha senso verificare le tue segnalazioni. È un primo orientamento, senza impegno: chiamaci al +39 0742 714151 o scrivici su WhatsApp al +39 0742 714152.

📞 Chiama 0742 714151💬 Scrivici su WhatsApp

Domande frequenti

Quanto tempo si resta in CRIF dopo aver pagato un debito?

Dipende da quanti ritardi c’erano. Se erano fino a 2 rate, i dati restano 12 mesi dalla regolarizzazione; se erano oltre 2 rate, 24 mesi. Questi tempi valgono se nel frattempo non ci sono altri ritardi.

Dopo un saldo e stralcio vengo tolto dalla CRIF?

No, non automaticamente. Per il Codice di condotta anche una transazione o un accordo vale come regolarizzazione: i dati restano di regola 12 o 24 mesi, a seconda dei ritardi. Conviene però verificare che la posizione risulti davvero aggiornata.

Se non pago mai il debito, per quanto tempo resto segnalato?

Per i debiti mai regolarizzati, i dati possono restare fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto, al massimo 60. È il tempo più lungo previsto per i dati negativi nella tabella del Codice di condotta.

Anche i dati positivi restano in CRIF?

Sì. I finanziamenti pagati regolarmente possono restare fino a 60 mesi dalla chiusura. Sono informazioni che raccontano una storia di pagamenti puntuali.

Posso pagare qualcuno per uscire prima dalla CRIF?

Diffida di chi te lo propone. I dati corretti non si possono cancellare prima del tempo, a pagamento o no. Si possono correggere solo i dati sbagliati, non aggiornati o frutto di una frode.

Daniele Pozzi, CEO e Fondatore di Soluzione Meno Debiti
L’autore

Daniele Pozzi — CEO e Fondatore di Soluzione Meno Debiti

Da oltre 25 anni lavora nel mondo del credito; oggi, con Soluzione Meno Debiti, aiuta famiglie e piccole imprese a trattare con banche, finanziarie e società di recupero crediti. Conosci il team

Fonti (verificate il 24 ottobre 2026): Codice di condotta per i sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy (Allegato 2); Domande frequenti CRIF; Banca d’Italia – Centrale dei Rischi (accesso gratuito ai dati). Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza sul tuo caso.

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