Telefonate continue, lettere, messaggi: quando un debito passa a una società di recupero crediti la pressione può diventare pesante. Non deve affrontarla da solo. Il nostro Ufficio Tutela si mette in mezzo tra lei e i recuperatori: gestisce i contatti, verifica il debito e tratta per chiuderlo. Lei decide, noi negoziamo.
Quando le rate non vengono pagate, la banca o la finanziaria può:
Nei due casi cambia chi ha diritto a ricevere i soldi: per questo, prima di pagare qualcosa, è importante verificare chi è davvero il creditore e quanto deve davvero.
Recuperare un credito è legittimo, esercitare pressioni illecite no.
Può: chiederle il pagamento del debito, inviarle solleciti e proporle accordi.
Non può:
E per lavorare per conto di altri deve avere la licenza prevista dall’art. 115 del TULPS (per alcuni soggetti, come i gestori di crediti in sofferenza, valgono autorizzazioni specifiche).
Se qualcosa non le torna, non paghi d’istinto e non firmi nulla al telefono: ne parli prima con noi.
Raccogliamo lettere di recupero crediti, diffide, solleciti, messaggi e documenti sui suoi debiti per ricostruire la situazione.
Controlliamo gli importi richiesti, la documentazione disponibile e se il debito è stato affidato o venduto a una società di recupero crediti. Se è stato venduto, verifichiamo che tutti i passaggi della cessione siano stati fatti regolarmente.
L’Ufficio Tutela di Soluzione Meno Debiti, un ufficio interno della nostra società, fa da intermediario con le società di recupero crediti: gestisce le comunicazioni nell’ambito dell’incarico ricevuto e verifica eventuali comportamenti scorretti.
Quando è possibile, negoziamo un piano di rientro o un saldo e stralcio, anche a rate, per ridurre e chiudere il debito. Ogni proposta la autorizza lei e tutto resta per iscritto; a pagamento concluso chiediamo sempre la lettera liberatoria.
Il nostro compenso viene definito durante la consulenza, sulla base della sua situazione, e lo trova scritto nel contratto prima di firmare, da pagare a rate mensili senza interessi e senza spese. Tutti i dettagli sono nella pagina Quanto costa e come funziona.
Se riceve continue chiamate, SMS o solleciti, non deve gestire tutto da solo. L’Ufficio Tutela di Soluzione Meno Debiti fa da intermediario con le società di recupero crediti, verifica le richieste e gestisce le comunicazioni. Non possiamo garantire che ogni contatto si interrompa, ma possiamo aiutarla a tutelare i suoi diritti e a cercare una soluzione concreta.
Una società di recupero crediti non può comunicare senza motivo a familiari, vicini o colleghi che ha debiti non pagati. Può cercare di contattare lei nel rispetto della privacy, ma non usare altre persone per fare pressione o divulgare la sua situazione economica. Possiamo aiutarla a verificare e contestare eventuali comportamenti scorretti.
Un incaricato può tentare una visita nel rispetto della legge, ma non può entrare in casa senza il suo consenso, obbligarla a riceverlo o rivelare il suo debito a vicini e colleghi. Una società di recupero crediti non ha i poteri di un ufficiale giudiziario.
Non direttamente, e non con una semplice telefonata o lettera: per un pignoramento servono un titolo esecutivo e gli adempimenti previsti dalla legge. Per i debiti ordinari lo stipendio è in genere pignorabile entro il limite di un quinto, salvo situazioni particolari. Per questo conviene muoversi prima, con una strategia.
Può chiedere il pagamento, inviare solleciti e proporre accordi. Non può minacciarla, molestarla, divulgare senza motivo informazioni sui suoi debiti o fingere di avere poteri giudiziari. Recuperare un credito è legittimo, esercitare pressioni illecite no.
Sì: il recupero stragiudiziale dei crediti per conto di terzi è in genere soggetto alla licenza prevista dall’art. 115 del TULPS; per alcuni soggetti, come i gestori di crediti in sofferenza, valgono autorizzazioni specifiche. Possiamo verificare chi la sta contattando e a quale titolo chiede il pagamento.
Quando ci sono rate non pagate, la banca o la finanziaria può affidare il recupero a una società esterna oppure vendere il credito a un altro soggetto. Prima di pagare è importante verificare chi chiede i soldi, l’importo e i documenti: possiamo farlo noi per lei.
Se il debito è affidato, il creditore resta in genere quello originario, che incarica una società di recuperarlo. Se è venduto (ceduto), cambia il titolare del credito. Per lei è importante sapere a chi pagare e chi può autorizzare un eventuale saldo e stralcio. La cessione, da sola, non cancella il debito.
Sì, si può proporre un saldo e stralcio anche a una società di recupero crediti, per chiudere il debito pagando una somma inferiore. Analizziamo la posizione, prepariamo la proposta e conduciamo la trattativa. Nessuna percentuale di riduzione è garantita: il creditore deve accettare l’accordo.
Non la ignori, ma non paghi prima di aver verificato la richiesta. Conservi lettere, SMS e documenti, controlli chi chiede il pagamento e verifichi importi, scadenze ed eventuali termini. L’Ufficio Tutela può analizzare la posizione e valutare una trattativa. Se riceve un atto giudiziario, si rivolga subito a un avvocato.
Il compenso viene definito durante la consulenza in base alla sua situazione e lo trova scritto nel contratto prima di firmare, a rate mensili senza interessi e senza spese.
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