Pignoramento di conto, stipendio o casa: cosa sapere e come muoversi

Ha ricevuto un atto di precetto o un pignoramento, oppure teme che arrivi? Prima di tutto: non lo ignori e non paghi d’istinto. Capita che importi e richieste non siano corretti. Verifichiamo il debito e cerchiamo con il creditore un accordo sostenibile.

In breve

Senza un titolo esecutivo nessuno può pignorarla: una telefonata o una lettera non bastano
Stipendio, pensione e conto hanno limiti di legge su quanto si può trattenere
Capita che importi, interessi o titoli non siano corretti: li verifichiamo noi
Anche durante un pignoramento si può cercare un accordo con il creditore
Ogni proposta la autorizza lei, con un accordo scritto
Prima analisi gratuita, senza impegno

Cos’è il pignoramento e quando può arrivare

Il pignoramento è l’atto con cui un creditore blocca beni o somme del debitore per farsi pagare. Per arrivarci deve avere un titolo esecutivo, per esempio un decreto ingiuntivo non opposto o una sentenza, e di solito notificare un atto di precetto, che dà almeno 10 giorni per pagare (art. 480 c.p.c.).

Se ha ricevuto un atto giudiziario (decreto ingiuntivo, precetto, pignoramento) non lo ignori e non paghi d’istinto: i termini per difendersi sono brevi. Si rivolga subito a un avvocato e ci porti i documenti per la verifica del debito.

Cosa si può pignorare: i casi più comuni

Conto corrente

Con il pignoramento presso terzi la banca blocca le somme sul conto fino all’importo richiesto, aumentato della metà (art. 546 c.p.c.). Se sul conto arrivano stipendio o pensione, la legge prevede tutele specifiche per queste somme (art. 545 c.p.c.).

Stipendio

Per i crediti ordinari il limite generale è un quinto dello stipendio (art. 545 c.p.c.). Per i debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione la trattenuta è di un decimo fino a 2.500 euro, un settimo tra 2.500 e 5.000 euro e un quinto oltre (art. 72-ter D.P.R. 602/1973).

Pensione

Una parte della pensione non si può pignorare: è pari al doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. Sulla parte che supera questa soglia valgono i limiti previsti dalla legge (art. 545 c.p.c.).

Casa

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione non può pignorare l’unica casa di proprietà in cui il debitore ha la residenza, se non è di lusso; gli altri immobili solo per debiti oltre 120.000 euro e a determinate condizioni (art. 76 D.P.R. 602/1973). Questa tutela non vale per i creditori privati, come banche, finanziarie o società che hanno acquistato il credito.

Quando qualcosa non torna

Banche, finanziarie e società di recupero gestiscono moltissime pratiche: capita che qualcosa non torni, per esempio:

  • importi, interessi o spese che non corrispondono al contratto o al titolo;
  • un credito ceduto a un’altra società senza che la cessione sia documentata correttamente;
  • trattenute su stipendio o pensione oltre i limiti di legge;
  • somme già pagate o accordi già firmati non considerati.

Sono controlli da fare sui documenti: li facciamo noi, partendo dalla prima analisi gratuita.

Come la aiutiamo

1

Raccolta dei documenti

Atti ricevuti, contratti, estratti conto, lettere dei creditori: ricostruiamo chi è il creditore e quanto chiede.

2

Verifica del debito

Controlliamo importi, interessi, eventuale cessione del credito e trattenute. Se serve una difesa in giudizio, le diciamo con chiarezza che deve rivolgersi a un avvocato.

3

Trattativa con il creditore

Cerchiamo un accordo sostenibile: saldo e stralcio, anche a rate, o una rata più bassa. Decide il creditore: nessuno può garantire il risultato.

4

Accordo scritto

Ogni proposta la autorizza lei, e l’accordo si chiude per iscritto, con la liberatoria quando il debito è saldato.

Se i debiti sono più di quelli che può sostenere, valutiamo con lei anche le procedure di sovraindebitamento. Il costo è scritto nel preventivo e nel contratto prima della firma: quanto costa e come funziona.

Non sa da dove cominciare? Faccia il test in 5 domande →

Domande frequenti

Possono pignorarmi senza avvisarmi?

Di regola il pignoramento è preceduto dalla notifica del titolo esecutivo e dell'atto di precetto, che dà almeno 10 giorni per pagare. Una telefonata o una lettera di sollecito non bastano per pignorare. Se ha ricevuto un atto, conviene rivolgersi subito a un avvocato e farci verificare i documenti.

Quanto possono trattenere dallo stipendio?

Per i crediti ordinari la legge prevede in generale un limite di un quinto dello stipendio; per i debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione valgono limiti diversi, legati all'importo dello stipendio. Capita che le trattenute non siano calcolate correttamente: le verifichiamo noi sui documenti.

La pensione si può pignorare?

Sì, ma la legge lascia al pensionato una parte che non si può pignorare, il cosiddetto minimo vitale. Sulla parte che supera quella soglia valgono i limiti previsti dalla legge. Va verificato caso per caso.

Mi possono pignorare la prima casa?

Dipende da chi è il creditore. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione, a certe condizioni, non può pignorare l'unica casa di proprietà in cui si vive; un creditore privato, come una banca o una finanziaria, invece può. Ogni situazione va valutata sui documenti.

Ho già il conto pignorato: si può ancora trovare un accordo?

Spesso sì: anche durante un pignoramento il creditore può accettare un accordo, per esempio un saldo e stralcio. Non è un diritto e decide il creditore. Prima conviene verificare che l'importo richiesto sia corretto.

Soluzione Meno Debiti mi rappresenta in tribunale?

No: per difendersi in un procedimento giudiziario serve un avvocato. Noi verifichiamo la situazione dei debiti e trattiamo con i creditori per cercare un accordo, sempre con la sua autorizzazione.

Informazioni generali verificate sulle norme in vigore al 25 ottobre 2026; non sostituiscono la consulenza di un avvocato sul suo caso.

Prenoti la sua prima analisi gratuita: ci porti gli atti che ha ricevuto e le diciamo come possiamo aiutarla, senza impegno.

+39 0742 714151 (anche WhatsApp) · info@soluzione-debiti.it

Logo Soluzione Meno Debiti