Quanto tempo si resta in CRIF? I tempi ufficiali, dato per dato
Dai ritardi regolarizzati ai debiti mai pagati: ecco per quanto restano i dati, secondo le regole approvate dal Garante Privacy.
Quanto tempo si resta in CRIF dipende dal tipo di dato. Secondo il Codice di condotta dei sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy, i ritardi fino a 2 rate poi regolarizzati restano 12 mesi dalla regolarizzazione, quelli oltre 2 rate restano 24 mesi, e i debiti mai regolarizzati fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto (al massimo 60). Una segnalazione corretta non si può cancellare prima di questi tempi: si possono correggere solo i dati sbagliati, non aggiornati o registrati senza rispettare le regole.
Perché la domanda giusta è «quale dato» e non solo «quanto tempo»
Molte persone mi chiedono: «Quanto tempo resto in CRIF?». La risposta onesta è: dipende da cosa c’è scritto su di te. Non esiste un unico tempo valido per tutti.
La CRIF, insieme a CTC ed Experian, è una delle banche dati del credito (si chiamano anche SIC, sistemi di informazioni creditizie). Raccolgono la tua storia di pagamenti: le richieste di prestito, le rate pagate puntuali, i ritardi, i debiti rimasti aperti. Banche e finanziarie le consultano quando chiedi un nuovo finanziamento.
Ogni tipo di informazione ha un suo tempo di conservazione. Questi tempi li stabilisce il Codice di condotta per i sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy (nell’Allegato 2). Vediamoli uno per uno.
I tempi ufficiali: per quanto restano i dati in CRIF
| Tipo di dato | Per quanto tempo resta |
|---|---|
| Richiesta di finanziamento in corso | Fino a 180 giorni dalla richiesta |
| Richiesta rifiutata o a cui hai rinunciato | Fino a 90 giorni dall’esito |
| Ritardi fino a 2 rate, poi regolarizzati | 12 mesi dalla regolarizzazione |
| Ritardi oltre 2 rate, poi regolarizzati | 24 mesi dalla regolarizzazione |
| Debiti mai regolarizzati | Fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto (al massimo 60) |
| Finanziamenti pagati regolarmente (dati positivi) | Fino a 60 mesi dalla chiusura |
Cosa vuol dire «regolarizzare» la posizione
Regolarizzare significa mettere in ordine il debito: pagare quanto dovuto oppure chiudere la posizione con un accordo con il creditore. Per il Codice di condotta, anche una transazione o un accordo fuori dal tribunale vale come regolarizzazione.
Questo ha una conseguenza pratica importante. Se hai un debito non pagato, i dati possono restare fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto. Se invece la posizione viene regolarizzata, da quel momento partono i tempi più brevi: 12 mesi se i ritardi erano fino a 2 rate, 24 mesi se erano di più.
Attenzione però: un accordo, da solo, non cancella una segnalazione corretta. Nemmeno un saldo e stralcio (la chiusura del debito pagando una parte concordata con il creditore) ti toglie in automatico dalla CRIF. Cambia la situazione del dato, che deve risultare regolarizzato, e quindi cambia il tempo per cui resta.
Lo stesso vale per un piano di rientro: se lo rispetti, la tua posizione deve risultare regolarizzata. Ma capita che la banca o la finanziaria non aggiorni i dati: la segnalazione resta come se non avessi mai pagato, ed è un errore da far correggere.
E la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia?
La Centrale dei Rischi è un archivio diverso dalla CRIF: è gestito dalla Banca d’Italia e raccoglie le informazioni che banche e finanziarie comunicano sui loro clienti. Secondo quanto riportato nella nostra pagina dedicata, banche e finanziarie vedono la storia degli ultimi 36 mesi.
Anche qui capita di trovare segnalazioni che non dovrebbero esserci. Ricorda che una segnalazione «a sofferenza» non nasce da un semplice ritardo: serve uno stato di insolvenza, cioè una difficoltà economica grave valutata sulla tua situazione complessiva.
Una segnalazione corretta non si cancella prima del tempo
Se i dati sono giusti e i tempi non sono ancora passati, nessuno può toglierli prima: né pagando il debito, né perché ti serve un nuovo prestito, né pagando qualcuno. Diffida di chi ti chiede soldi per «cancellarti dalla CRIF»: lo ricorda anche la stessa CRIF. Le segnalazioni sono gestite in modo autonomo da banche e banche dati, quindi nessuno può garantirne la cancellazione.
Quando la banca sbaglia: le segnalazioni da contestare
Le regole ci sono, ma capita spesso che non vengano rispettate: un avviso mai spedito, un dato non aggiornato, un importo sbagliato. Chi è segnalato di solito non se ne accorge, perché non sa cosa guardare. Questi sono i segnali che devono farti sospettare un errore:
- Manca il preavviso: prima di registrare il primo ritardo, la banca o la finanziaria deve avvisarti, e il dato può diventare visibile solo dopo almeno 15 giorni dall’invio dell’avviso. Se l’avviso non è mai arrivato, o non si può dimostrare che sia stato inviato, è un motivo concreto per contestare.
- Il debito è stato venduto: chi compra il credito (il cessionario) deve rispettare le stesse regole. Va verificato che la cessione sia regolare e che lo stesso debito non risulti segnalato due volte.
- Hai regolarizzato ma il dato non è aggiornato: se hai rispettato un accordo o un piano di rientro, la posizione deve risultare regolarizzata.
- I dati sono sbagliati, vecchi o non tuoi: importi o date errati, un debito già pagato che risulta aperto, dati conservati oltre i tempi previsti, oppure un prestito chiesto da altri a tuo nome (frode creditizia).
- Risulti «a sofferenza» senza una vera valutazione di insolvenza sulla tua situazione complessiva.
Errori da evitare se sei segnalato
- Pagare qualcuno che promette di cancellarti dalla CRIF: i dati corretti non si tolgono a pagamento.
- Dare per scontato che, dopo un accordo, i dati spariscano da soli: fallo controllare, perché capita che restino segnati come non pagati.
- Lasciare scadere altre rate: i tempi più brevi per i ritardi regolarizzati valgono solo se nel frattempo non ci sono altri ritardi.
- Chiedere un prestito dopo l’altro sperando che uno vada a buon fine: anche le richieste restano registrate per un periodo (fino a 180 giorni se in corso, fino a 90 giorni se rifiutate o rinunciate).
- Contestare da solo, «alla cieca»: prima bisogna sapere esattamente cosa c’è scritto e se c’è davvero un errore.
Come possiamo aiutarti, con i piedi per terra
Visure complete
Recuperiamo e analizziamo le informazioni presenti in CRIF, CTC, Experian, Centrale dei Rischi e CAI della Banca d’Italia, secondo le verifiche utili al tuo caso. Ricevi una relazione scritta entro 40 giorni lavorativi dalla consegna delle deleghe. Il costo è una quota fissa scritta nel contratto. Limite: la visura ti dice cosa c’è, non cambia da sola i dati.
Scopri il servizio sulle segnalazioni CRIFIstanze di rettifica
Prima una verifica a quota fissa con un parere scritto: se non ci sono motivi concreti, ci fermiamo e te lo diciamo. Se ci sono, prepariamo le richieste di correzione e, se serve, ti assistiamo nel ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Il compenso di questa fase è dovuto solo se l’esito è positivo. Limite: la decisione finale spetta a banche, banche dati o all’Arbitro, non a noi.
Scopri come funziona la rettificaRimettere in ordine i debiti
Regolarizzare la posizione, per esempio con un saldo e stralcio o un piano di rientro, fa partire i tempi più brevi previsti dal Codice di condotta. Limite: il creditore può dire di no, e la segnalazione corretta resta comunque per i tempi previsti. Il nostro compenso è un preventivo scritto nel contratto, a rate mensili senza interessi.
Scopri quanto costa e come funzionaVuoi capire cosa c’è scritto su di te?
Nella prima analisi gratuita, di circa 15-20 minuti, ci racconti la tua situazione e ti diciamo se ha senso verificare le tue segnalazioni. È un primo orientamento, senza impegno: chiamaci al +39 0742 714151 o scrivici su WhatsApp al +39 0742 714152.
📞 Chiama 0742 714151💬 Scrivici su WhatsAppDomande frequenti
Quanto tempo si resta in CRIF dopo aver pagato un debito?
Dipende da quanti ritardi c’erano. Se erano fino a 2 rate, i dati restano 12 mesi dalla regolarizzazione; se erano oltre 2 rate, 24 mesi. Questi tempi valgono se nel frattempo non ci sono altri ritardi.
Dopo un saldo e stralcio vengo tolto dalla CRIF?
No, non automaticamente. Per il Codice di condotta anche una transazione o un accordo vale come regolarizzazione: i dati restano di regola 12 o 24 mesi, a seconda dei ritardi. Conviene però verificare che la posizione risulti davvero aggiornata.
Se non pago mai il debito, per quanto tempo resto segnalato?
Per i debiti mai regolarizzati, i dati possono restare fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto, al massimo 60. È il tempo più lungo previsto per i dati negativi nella tabella del Codice di condotta.
Anche i dati positivi restano in CRIF?
Sì. I finanziamenti pagati regolarmente possono restare fino a 60 mesi dalla chiusura. Sono informazioni che raccontano una storia di pagamenti puntuali.
Posso pagare qualcuno per uscire prima dalla CRIF?
Diffida di chi te lo propone. I dati corretti non si possono cancellare prima del tempo, a pagamento o no. Si possono correggere solo i dati sbagliati, non aggiornati o frutto di una frode.

Daniele Pozzi — CEO e Fondatore di Soluzione Meno Debiti
Da oltre 25 anni lavora nel mondo del credito; oggi, con Soluzione Meno Debiti, aiuta famiglie e piccole imprese a trattare con banche, finanziarie e società di recupero crediti. Conosci il team
Fonti (verificate il 24 ottobre 2026): Codice di condotta per i sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy (Allegato 2); Domande frequenti CRIF; Banca d’Italia – Centrale dei Rischi (accesso gratuito ai dati). Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza sul tuo caso.