Ha chiesto un prestito, un mutuo o un finanziamento e le è stato rifiutato? Teme di essere segnalato come cattivo pagatore in CRIF, CTC, Experian o nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia?
Le segnalazioni possono influire sulla valutazione del merito creditizio, ma non sempre le informazioni presenti nelle banche dati sono corrette o aggiornate. Noi offriamo un servizio di verifica delle segnalazioni creditizie per individuare eventuali errori, informazioni inesatte, dati non aggiornati o segnalazioni potenzialmente illegittime.
Attenzione: non tutte le segnalazioni negative possono essere cancellate. Una segnalazione corretta e ancora soggetta ai tempi di conservazione previsti dalla normativa, di regola, non può essere eliminata prima del tempo solo perché il debito è stato pagato o perché si vuole ottenere un nuovo finanziamento.
Non promettiamo di cancellare segnalazioni corrette. La aiutiamo a verificare se i suoi diritti sono stati rispettati.
Le banche dati del credito (dette anche SIC) e la Centrale Rischi della Banca d’Italia raccolgono la sua storia di pagamenti. Prima di chiedere un nuovo prestito, o per capire perché è stato rifiutato, conviene sapere esattamente cosa contengono.
Con il servizio Visure analizziamo le informazioni presenti in CRIF, CTC, Experian, Centrale dei Rischi della Banca d’Italia e CAI, secondo le verifiche pertinenti al suo caso. Al termine riceve una relazione scritta entro 40 giorni lavorativi dalla consegna delle deleghe, con l’esito delle verifiche e le eventuali possibilità di intervento.
Costo: una quota fissa, scritta nel contratto, che comprende anche tutti i costi per ottenere i documenti.
Secondo le regole ufficiali, una segnalazione si può contestare in questi casi.
Manca il preavviso. Prima di registrare il primo ritardo, la banca o la finanziaria deve avvisarla; il dato può diventare visibile solo dopo almeno 15 giorni dall’invio dell’avviso. Se l’avviso non è mai arrivato, o non si può dimostrare che sia stato inviato, è un motivo concreto per contestare la segnalazione.
Il debito è stato venduto a un’altra società. Anche chi compra il credito (il cessionario) deve rispettare le stesse regole di chi l’ha venduto. Verifichiamo che la cessione sia regolare, che chi segnala ne abbia davvero titolo, che i dati siano corretti e aggiornati e che lo stesso debito non risulti segnalato due volte, dalla vecchia e dalla nuova società.
Ha firmato un accordo o un piano di rientro. Un accordo, da solo, non cancella una segnalazione corretta. Ma se lo rispetta, la posizione va aggiornata come regolarizzata: da quel momento partono i tempi più brevi (12 o 24 mesi, vedi la tabella qui sotto) e non i 36 mesi dei debiti non pagati. Se la banca non aggiorna i dati, si chiede la rettifica.
In Centrale dei Rischi risulta «a sofferenza». Per una segnalazione a sofferenza non basta un ritardo: serve uno stato di insolvenza, cioè una difficoltà economica grave, valutata sulla sua situazione complessiva, e non su un singolo ritardo o su un debito che lei contesta. Se questa valutazione manca, la segnalazione si può contestare.
I dati sono sbagliati, vecchi o non suoi. Importi o date sbagliati, un debito già pagato che risulta aperto, dati conservati oltre i tempi previsti o un prestito chiesto da altri a suo nome (frode creditizia).
Ogni caso va verificato sui documenti: per questo partiamo sempre dalle visure e da una relazione scritta.
Con il servizio Istanze di rettifica lavoriamo in due fasi:
Esaminiamo i documenti e le segnalazioni contestate, valutiamo se ci sono davvero i motivi per chiedere una correzione e le diamo un parere scritto sulla fattibilità. Se non ci sono, ci fermiamo qui e glielo diciamo.
Se emergono elementi concreti, prepariamo e presentiamo le richieste di rettifica, aggiornamento o cancellazione dei dati inesatti, la assistiamo nell’eventuale ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario e seguiamo la pratica fino alla risposta. Il compenso di questa fase è dovuto solo se l’esito è positivo.
Il servizio non comprende le richieste di risarcimento per una segnalazione illegittima.
Lo stabilisce il Codice di condotta per i sistemi di informazioni creditizie, approvato dal Garante Privacy (Allegato 2):
| Tipo di dato | Per quanto tempo resta |
|---|---|
| Richiesta di finanziamento in corso | fino a 180 giorni dalla richiesta |
| Richiesta rifiutata o a cui ha rinunciato | fino a 90 giorni dall’esito |
| Ritardi fino a 2 rate, poi regolarizzati | 12 mesi dalla regolarizzazione |
| Ritardi oltre 2 rate, poi regolarizzati | 24 mesi dalla regolarizzazione |
| Debiti mai regolarizzati | fino a 36 mesi dalla scadenza del contratto (al massimo 60) |
| Finanziamenti pagati regolarmente (dati positivi) | fino a 60 mesi dalla chiusura |
I tempi dei ritardi regolarizzati valgono se nel frattempo non ci sono altri ritardi. Per la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, banche e finanziarie vedono la storia degli ultimi 36 mesi.
Serve una visura presso CRIF e le altre banche dati (CTC, Experian) e in Centrale Rischi. Le recuperiamo noi per lei e le spieghiamo cosa contengono, con una relazione scritta.
Solo se i dati sono sbagliati o la segnalazione è irregolare: in quel caso si chiede la rettifica o la cancellazione. Se la segnalazione è corretta, resta per i tempi previsti e nessuno può toglierla prima.
No, non automaticamente. Per il Codice di condotta anche una transazione o un accordo stragiudiziale vale come «regolarizzazione»: i dati restano di regola 12 mesi (ritardi fino a 2 rate) o 24 mesi (oltre 2 rate), se nel frattempo non ci sono altri ritardi. Possiamo verificare che i dati siano corretti e aggiornati.
Dipende dal tipo di dato: per esempio 12 mesi dalla regolarizzazione per ritardi fino a 2 rate, 24 mesi oltre le 2 rate, fino a 36 mesi (al massimo 60) per i debiti mai regolarizzati. Sono i tempi del Codice di condotta approvato dal Garante Privacy.
La banca o la finanziaria deve avvisarla prima di registrare il primo ritardo, e il dato può diventare visibile solo dopo almeno 15 giorni dall’avviso. Se l’avviso non le è mai arrivato, o la banca non riesce a dimostrare di averlo inviato, è un motivo concreto per contestare la segnalazione: lo verifichiamo sui documenti e, se ci sono i presupposti, chiediamo la rettifica.
Sì, ma deve rispettare le stesse regole di chi le ha venduto il credito: cessione regolare, preavviso, dati corretti e aggiornati. Verifichiamo anche che lo stesso debito non risulti segnalato due volte, dalla vecchia e dalla nuova società: in quel caso si chiede la correzione.
Non subito: un accordo, da solo, non cancella una segnalazione corretta. Ma se lo rispetta, la sua posizione deve risultare regolarizzata e da quel momento valgono i tempi più brevi, 12 o 24 mesi. Se la banca non aggiorna i dati, chiediamo noi la rettifica.
La segnalazione a sofferenza richiede uno stato di insolvenza, cioè una difficoltà economica grave valutata sulla sua situazione complessiva: non basta un singolo ritardo o un debito che lei contesta. Verifichiamo se questa valutazione c’è stata davvero e, se manca, la contestiamo.
Diffidi: i dati corretti non si possono cancellare prima del tempo, a pagamento o no. Si possono correggere solo i dati sbagliati, non aggiornati o frutto di una frode. Noi verifichiamo se è il suo caso e, se non lo è, glielo diciamo.
Le visure hanno una quota fissa. Per la rettifica, la verifica iniziale ha una quota fissa e il compenso delle istanze è dovuto solo se l’esito è positivo. Gli importi li trova scritti nel contratto prima di firmare.
Dipende dalla banca e dalla sua situazione: non procuriamo né concediamo prestiti. Possiamo però aiutarla a capire cosa dicono le sue visure e a rimettere in ordine i debiti.
Prenoti la sua prima analisi gratuita — in 15-20 minuti capiamo insieme se conviene verificare le sue segnalazioni. Nessun impegno.
+39 0742 714151 · WhatsApp +39 0742 714152 · info@valorcredit.it
—
Via Cupa, 28 – 06034 Foligno (PG)
Soluzione Meno Debiti è un servizio di:
VALORCREDIT S.R.L.
P.IVA e C.F.: 03791050549
TUTELIA360 S.R.L.
C.F. 04049800545 – REA PG-376381
© 2026 Soluzione Meno Debiti. Tutti i diritti sono riservati